Future mamme e papà attendono con un misto di agitazione ed emozione il giorno del parto, dopo il quale potranno finalmente stringere nelle proprie braccia il proprio bambino. Una delle attività che caratterizza i mesi precedenti l’inizio di una nuova vita è la preparazione della cameretta e del corredino, all’interno del quale non può mancare il coprifasce per neonati.

Si tratta di un capo d’abbigliamento per bambini molto piccoli che spesso viene sottovalutato, ma che svolge un’importanza fondamentale, soprattutto se la data del parto è fissata durante i mesi invernali. Scopriamo insieme cosa sia il coprifasce per neonati, i materiali consigliati e qualche consiglio utile per i futuri genitori.

 

Coprifasce per neonato, cos’è?

Diamo in prima istanza una definizione del coprifasce per neonato così che ai novizi genitori, qualora stiano per avere il loro primo figlio e non ne abbiano ancora sentito parlare, sia chiara la funzione importante che svolge. Un coprifasce è un abito abbastanza largo che si indossa sopra al pannolino sia per le femminucce che per i maschietti e viene in genere utilizzato nei primi 2-3 anni di vita del neonato.

Ti starai chiedendo perché non si chiami semplicemente “copri-pannolino”: questa è una ragione che ritroviamo nella storia: in un tempo passato, i pannolini usa e getta in cellulosa come li conosciamo noi oggi non esistevano. Infatti, sono stati inventati solo nel 1961 da un ingegnere chimico di nome Victor Mills. A partire dal medioevo i bambini venivano fasciati con delle strisce di diversi materiali, principalmente cotone o lino. Il termine “panno-lino” ora ti suonerà logico e di conseguenza, capirai bene che i vestiti che stavano al di sopra di tali fasce, venivano chiamati coprifasce.

 

Come scegliere il coprifasce per neonato giusto

Per rispondere alle necessità fisiologiche e igieniche di un bambino alle quali non sa ancora rispondere autonomamente, è molto importante scegliere il coprifasce adatto e sarà indispensabile averlo con sé nella borsa da ospedale.

Aldilà del gusto estetico dei genitori, fondamentale è la scelta del materiale con cui è stato fatto il coprifasce: evitare poliestere o tessuti composti principalmente da materiali chimici e sintetici che potrebbero produrre un’irritazione della pelle delicata del bambino.
Preferire tessuti naturali come lino, cotone, lana, seta, etc…

A prescindere che il parto avvenga tra dicembre e gennaio – i mesi più freddi dell’anno – o tra luglio e agosto – i mesi invece più caldi dell’anno – il termine coprifasce si riferisce unicamente al completino diviso in due pezzi (una maglietta e delle ghettine); non consiste perciò nella tutina unica. Un set più completo prevede anche un cappellino ed un body.

Per i periodi più calorosi è consigliabile acquistare coprifasce di lino e/o di cotone. Ricordiamo che il lino però tende a stropicciarsi facilmente e quindi risultare trasandato anche dopo poche ore, quindi il cotone risulta essere il migliore amico delle mamme sia per un fattore economico sia per quelle mamme che preferiscono dedicare più energie al piccolo piuttosto che allo stiraggio.

Per temperature più rigide, invece, dei materiali ottimi e naturali potrebbero essere lana e cashmere, anche se quest’ultimo avrà prezzi più elevati degli altri tessuti elencati.
Se invece si punta ad avvolgere il futuro fanciullo in un tessuto morbido si potrebbe optare per il velluto. Per evitare di porsi il problema della scelta stagionale, un ottimo alleato per tutte le stagioni è la seta: questo particolare e soffice tessuto isola dal freddo in inverno e dal caldo in estate.

Vi consigliamo quindi di valutare le etichette con più consapevolezza, stando attenti alle percentuali di materiali che compongono i completini per il nostro bambino.

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